Formazione e lavoro
La formazione in generale può essere considerata come un investimento. A fronte di un attività formativa oggi, domani potremmo essere in grado di svolgere attività in maniera più efficace o magari attività che non saremmo stati in grado di svolgere.
Se in generale questo sembra essere evidente nel campo professionale questo si caratterizza in modo specifico tanto da modificare il modo stesso di progettare la formazione.
Vediamo alcuni aspetti di questa riflessione…
Il campo professionale oggi non può prescindere dalla formazione continua, sia che si tratti degli ultimi aggiornamenti di metodologie e strumenti conosciuti sia che si tratti di nuove soluzioni che modificano alla base il modo stesso di svolgere una specifica attività.
In questo contesto è necessario tuttavia ricordare come la formazione sia un investimento e come tale venga progettato e valutato al pari degli altri investimenti che un azienda attua.Per questo motivo gli interventi formativi in azienda, in particolare quando si parla di grandi numeri (migliaia se non milioni di utenti!), richiedono un attenzione agli aspetti strategici e valutativi in accordo con gli obiettivi aziendali.
Gli investimenti in azienda infatti devono seguire una prospettiva strategiche che organizzi un possibile futuro, sia per ottimizzarne i costi ma soprattutto per rendere possibile la realizzazione di un obiettivi che specialmente nel mercato mondiale è diventato un percorso difficile e coraggioso. In questo quadro quindi la formazione deve rispondere non solo alle esigenze di aggiornamento delle conoscenze già disponibili ma anche e soprattutto alle prospettive strategiche: in sostanza agli obiettivi aziendali in quel preciso momento.
La formazione interna in un azienda deve quindi essere progettata per rispondere alle esigenze delle attività specifiche dei prodotti o servizi che quell’azienda offre sul mercato. Per far questo è necessario prima di tutto effettuare una mappatura delle competenze richieste che possa dipingere un quadro generale e nello stesso momento specifico di “cosa deve fare chi”.
E’ proprio a partire da una mappatura delle competenze esaustive che si rende possibile la progettazione di un percorso formativo professionale all’interno di un azienda. In base a ciò la progettazione didattica sarà effettuata tenendo conto di “cosa si deve imparare”, avendo la possibilità di valutare se le competenze acquisite sia sufficiente al livello di soddisfazione delle attività richieste.
In questa prospettiva gli obiettivi della formazione che ne permettono una precisa progettazione potranno coincidere con gli obiettivi aziendali, offrendo all’azienda non solo un sostegno per le attività “produttive” ma anche un sostegno per una valutazione della situazione interna all’azienda in qualsiasi momento.
Nel caso della formazione a distanza a questi vantaggi si aggiunge la possibilità attraverso il tracciamento continuo delle attività didattiche degli utenti una valutazione sempre aggiornata all’interno di un sistema dinamico per affrontare e risolvere eventuali criticità.
Di questo e molto altro si è parlato ieri ad un incontro presso il CATTID (Università di Roma “La Sapienza”) con Ivo Della Polla, uno dei fondatori di Simulware, una delle società di interesse nel panorama della produzione E-learning in Italia.
>> Andrea Petrosellini
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