La ricerca come attività necessaria per la formazione
Spesso questi due ambiti vengono messi in relazione anche se poche sono le esperienze di eccellenza che documentano una concreta connessione tra queste due attività.
Ma quali sono i punti di convergenza?
La ricerca è un attività fondamentale nello sviluppo e consolidamento di qualsiasi attività umana. Ma perché?
Se sappiamo costruire un mattone potremmo fermarci là e concentrare le nostre energie nella realizzazione del mattone che conosciamo. Questo è l’atteggiamento culturale generalmente assai diffuso nelle società contemporanee, in particolare in questo momento storico caratterizzato da una crisi economica e finanziaria mondiale che sembra stia portando alla compressione dei costi e delle prospettive per affrontare le difficoltà che ne derivano.
Ma allora la ricerca è veramente un’attività “superflua”? Niente affatto risponderebbe ad esempio Gregory Bateson teorico della scienza e autore della teoria del deutero-apprendimento. Bateson infatti evidenzia come una delle “virtù” fondamentali dell’uomo risiede proprio nel perseguire non l’apprendimento di una conoscenza, di un’ informazione organizzata ma anche localizzata e definita, quindi limitata, quanto nella capacità di espandere l’ apprendimento dei meccanismi e dei processi dell’apprendimento stesso, il cosiddetto deutero-apprendimento: apprendere ad apprendere.
È grazie a questa capacità che l’uomo, secondo l’autore, è riuscito ad espandere la propria possibilità di adattamento nel più generale contesto della vita sul nostro pianeta. Ma questo cosa c’entra con la ricerca?
La teoria del deutero-apprendimento evidenzia che il nocciolo dell’evoluzione, obiettivo ricordiamo della formazione a qualsiasi livello, risiede non nell’aggiungere un “atomo” di conoscenza, quanto nella ristrutturazione del sistema di conoscenza che avviene in un soggetto durante qualsiasi processo di apprendimento. Da questo punto di vista, forse per molti ma anche non per tutti, risulta più chiaro che la ricerca, e in particolare nel campo della formazione, è fondamentale per il prezioso contributo a questo processo.
Di per sé infatti la formazione può essere descritta come un processo di ricerca per il raggiungimento di un nuovo stato del nostro sistema di conoscenza che non solo comprenda nuove conoscenze ma che queste nuove conoscenze siano integrate e contribuiscano al cambiamento di tutte le variabili collegate.
Voglio dire che se apprendiamo una nuova tecnica che semplifica ad esempio il nostro lavoro ma non riusciamo ad integrarla nelle nostre quotidiane attività, questa tecnica di per sé non ci servirà a molto e prima o poi per una questione di economia della vita scomparirà nel dimenticatoio.
La ricerca quindi può essere considerata come la disciplina che per eccellenza si concentra sull’aspetto più importante che avviene in un reale processo di apprendimento. Di come questa attività umana si caratterizzi nel contesto della formazione professionale contemporanea avremo modo di discutere nel corso dei prossimi tempi.
>> Andrea Petrosellini
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