Didattica, progettazione, E-learning e cultura

aprile 3, 2009 · Archiviato in E-learning, Formazione, innovazione 

Didattica, progettazione, E-learning e cultura

L’E-learning come formazione per adulti è un settore relativamente nuovo anche perché i ritmi del cambiamento, per quanto possa sembrare difficile pensarlo oggi, si sono accelerati in tempi recenti, se non recentissimi.

Prima la necessità della formazione continua in campo professionale non esisteva o si configurava in maniere decisamente diverse.

Allora chiediamoci quali sono i modelli culturali impliciti nella progettazione dell’E-learning?

L’esigenza di una formazione continua come abbiamo già detto è decisamente recente. Per questo motivo possiamo capire meglio il “vuoto” teorico che spesso alcuni autori notano osservando il mondo della formazione continua e in particolar modo dell’E-learning.

Se questo particolare punto di vista ha una validità seppur relativa, è bene osservarne i dettagli.L’E-learning infatti è nato in una dimensione “futura” all’interno tuttavia di un mondo “passato”. Il mondo della didattica e della pedagogia ha cercato nel corso dei secoli una riforma della sua struttura che tuttavia molti notano non si sia mai realizzato in senso diffuso, ma solo come esperimenti, o correnti a margine di una didattica che è fondamentalmente rimasta uguale a sé stessa.

Domenico Parisi, ad esempio, direttore dell’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione presso il CNR, Centro Nazionale di Ricerche di Roma, evidenzia che questa caratteristica, in particolare nella scuola tradizionale crea diversi problemi e una grande crisi. La più importante è quella della scissione tra strutture per l’apprendimento e società.

La società infatti muta e si evolve non solo in termini di contenuti, come ad esempio l’utilizzo di una tecnologia o un’altra, ma anche e di conseguenza come struttura e modalità mentali di conoscenza di sé e del mondo. La scuola invece no, o almeno la sua struttura sembra rimanere salda a principi e metodologie che fanno riferimento ad una società che non c’è più.

Questa riflessione per quanto possa essere discussa, in quanto ambito di riflessione e non conclusione di una ragionamento chiuso, pone tuttavia luce su alcuni aspetti nodali della formazione a distanza. Nell’E-learning infatti spesso si può verificare come la progettazione didattica che si basi su i metodi più avanzati permessi da un utilizzo intelligente e creativo delle tecnologie faccia fatica ad estendersi.

La domanda sorge spontanea: perché una formazione basata sulle nuove tecnologie sembra restia ad applicare nuovi metodi e nuovi paradigmi che da quelle tecnologie emergono? Ad esempio l’utilizzo delle Simulazioni nell’E-learning come oggetto di apprendimento attraverso l’interazione per quanto ricopra oggi settori più ampi del passato prossimo risulta tuttavia una scelta rara e limitata.

Questo apre molti scenari e molte precisazioni che ci porterebbero lontani…ma delle problematiche che riguardano le simulazioni ne parlero ancora.

L’aspetto su cui riflettere a partire dalla riflessione nata durante il convegno di ieri del prof. Parisi presso il CATTID è: i limiti e le difficoltà della progettazione didattica dell’E-learning sembrano oggi ancorati più che mai ad aspetti culturali più che didattici.

Quindi come affrontarli?

>> Andrea Petrosellini

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