L’OCSE sul sistema formativo italiano
L’OCSE – ovvero l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico – ha pubblicato un rapporto molto corposo ed articolato circa le caratteristiche e l’efficienza dei sistemi formativi in ambito europeo (dove per Europa, questa volta, non si intende solo l’Unione, ma il continente nella sua interezza). Cosa ne è emerso sta a metà tra la sorpresa e le conferme, come a dire che in effetti i dati confermano aspettative un po’ diffuse nella società e nelle comunità interessate: quella degli studenti, quella del personale docente e quindi quella burocratica, amministrativa e non ultima quella ministeriale.
Il primo nucleo informativo che se ne ricava è la scarsità dei risultati che gli studenti italiani riescono a raggiungere. Difatti, secondo il rapporto, i risultati che gli studenti italiani raggiungono sono tra quelli più bassi rispetto alla media generale: solo la metà degli iscritti termina l’istruzione superiore secondaria (soprattutto al sud) contro la media europea di oltre il 65%. Mentre i nostri ragazzi sono sempre meno bravi nelle materie scientifiche: fattore che evidenzia notevoli problemi strutturali nell’organizzazione della scuola e carenze generiche anche nell’impartizione degli insegnamenti stessi.
Le scuole italiane sono anche tra le più care, nel senso che esse spendono, per ciascun studente, molto di più che in altri paesi, ma nonostante questo non ci sono tecnologie adeguate alla formazione, le sale informatiche sono di scarso livello e i laboratori scientifici pressoché inesistenti. Insomma anche l’Ocse si chiede dove vadano poi a finire i fondi che le scuole spendono. Probabilmente il maggiore della spesa va nel pagamento degli stipendi dei professori, i quali e contrariamente a quando avviene generalmente negli altri paese, non avanzano per meriti ma solo per anzianità: una volta assunti, è difficile tenere la motivazione alta se non c’è un meccanismo di valutazione, assenza pesante secondo l’indagine condotta dall’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico.
Alla luce di tutto ciò l’Ocse si raccomanda “di specificare standard chiari di risultati e successi e offrire migliori test, monitoraggio e linee guida per la conformità a livello nazionale”, a partire da una maggiore autonomia degli istituti e di un sistema di retribuzione legato alla qualità.
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