La formazione non è mai uno spreco
La formazione non è mai uno spreco. Su questo, fortunatamente, si è tutti d’accordo. A patto che i progetti formativi di qualsiasi natura, siano fatti nel rispetto delle regole, del mercato del lavoro, delle necessità dei soggetti da formare e di quelli aziendali che investono in istruzione e ricerca. Allo stesso modo anche gli enti, più o meno pubblici, devono poter garantire un accesso stabile ai più svariati progetti formativi, finanziando corsi con continuità. Ma tutto ciò non deve essere uno spreco di risorse, un tappabuchi, cioè ai problemi strutturali del welfare italiano.
Certamente non lo è, il Fondimpresa, che fortunatamente dedica buona parte delle proprie risorse in corsi di formazione – anche retribuiti o comunque con un rimborso spese – atti a garantire, ai partecipanti, un loro ripotenziamento a livello lavorativo: una sorta di riqualificazione professionale. Difatti, Fondimpresa si caratterizza dall’essere particolarmente attenta ai problemi della conoscenza e delle competenze in Italia, facendo così della formazione uno dei principali strumenti in grado di rilanciare l’economia del sistema Italia e quindi uscire dalla crisi. E su questo punto, sono tutti d’accordo, proprio a monte di tutte le considerazione occupazioni, trattandosi, infatti, di un fondo interprofessionale costituito da Confindustria e i i sindacati confederali di base: Cisl, Uil e Cgil. Così, per il biennio 2009 e 2010, saranno moltissimi, e in tutta Italia, i corsi di formazione professionale a cui migliaia e migliaia di lavoratori potranno accedere in momenti di particolare bisogno occupazione e quindi formativo: precari, interinali, cassintegrati o semplicemente disoccupati di breve, media o lunga durata.
Per la precisione, secondo uno specifico avviso pubblico del Fondo, potranno accedere alla variegata offerta formativa messa in campo dagli organizzatori “i lavoratori con contratti di inserimento o reinserimento, i lavoratori posti in cassa integrazione guadagni, anche in deroga, i lavoratori con contratti di solidarietà e i lavoratori a tempo determinato con ricorrenza stagionale, anche nel periodo in cui non sono in servizio”.
Polemiche, invece, hanno generato i 40 milioni destinati a progetti formativi che la regione Sicilia destinerà ai propri cittadini, grazie al contributo dei fondi europei. A chi parteciperà, per di più, sarà concesso anche una sorta di assegno di sostegno al reddito di 800 euro, anche ai dipendenti della pubblica amministrazione. Ed è questo, infatti, il punto più delicato su cui si sono alzati i polveroni polemici.
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