SACCONI: 2010 SARA’ L’ANNO DELLA FORMAZIONE

dicembre 16, 2009 · Archiviato in Formazione 

 SACCONI: 2010 SARA’ L’ANNO DELLA FORMAZIONE«Se il 2009 è stato l’anno della cassa integrazione con cui abbiamo cercato di far sopravvivere quanto più le imprese e i posti di lavoro, il 2010 sarà l’anno in cui si manifesteranno le scelte della riorganizzazione aziendale e dunque lo strumento simbolo sarà la formazione e, più in generale, l’investimento nell’apprendimento delle persone». Lo ha detto il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi, intervenendo al convegno organizzato a Palazzo San Macuto a Roma da Italia Lavoro sul “Piano di azione per l’occupabilità dei giovani”, parla delle sfide che attendono il mercato del lavoro e della necessità di dare una risposta alla crisi anche attraverso una nuova concezione dell’ “attività di apprendimento” intesa come «uno strumento efficace per affrontare la fase complessa che è di fronte a noi».

Sacconi non ha risparmiato critiche alla «patologia tutta italiana del sistema formativo, quella generazione da cinque e mezzo, di giovani che si laureano tardi a circa 28 anni, con percorsi fragili e che non trovano lavoro». «Con Marco Biagi -ricorda il ministro - parlavamo molto di quanto questi giovani deboli, senza alcuna esperienza formativa di lavoro, arrivino al lavoro stesso in condizioni tali da essere rifiutati dalle imprese e dal mercato».
Per il ministro è arrivata l’ora di mettere in discussione «quel disadattamento scolastico fortemente presente nel nostro sistema e che anche l’Europa, tramite il Cedefp, ci chiede di cambiare riposizionando al 2020 le alte professionalità Attualmente il 30% del nostro mercato del lavoro è fatto di basse qualifiche, e anche in quelle cosiddette alte tendiamo a inserirci profili del disadattamento scolastico».

Del resto la spesa in formazione nel nostro paese è bassa anche quando a gestirla sono le stesse imprese. Nel “Rapporto sul futuro della formazione in Italia”, realizzato dalla commissione di studio e indirizzo presieduta da Giuseppe De Rita, illustrato oggi da Sacconi alle parti sociali e alle Regioni a Palazzo Chigi, emerge che «nonostante l’aumento dell’impegno del sistema imprenditoriale italiano, i dati Eurostat relativi al 2005 evidenziano che la spesa delle imprese italiane nella formazione continua è pari all’1,3% del costo del lavoro, contro una media UE del 1,6%». La formazione privata può essere sostenuta, secondo quanto si sottolinea nel Rapporto anche «attraverso appositi interventi riformatori» che le imprese, soprattutto quelle non strutturate, devono poter trovare nella rete delle istituzioni.

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