Almalaurea, aumenta la disoccupazione e diminuisce la paga per i neo laureati
La crisi economica ha avuto ripercussioni sostanziali anche sui neolaureati che lavorano e guadagnano di meno rispetto ad un anno fa.
I dati contenuti nel XII Rapporto di Almalaurea sulla condizione occupazionale dei laureati italiani, che ha coinvolto oltre 210 mila laureati di 49 università italiane non lasciano dubbi: la disoccupazione rispetto all’anno scorso è lievitata dal 16,5 al 22% tra i laureati triennali, dal 14 al 21% tra i laureati magistrali e dal 9 al 15% tra gli specialisti a ciclo unico (medici, architetti, veterinari, etc.).
Una tendenza questa, spiega il rapporto, che si registra indipendentemente dal percorso di studio (anche fra quelli tradizionalmente più solidi come quelli ingegneristici, per esempio) e dalla sede dove si è studiato e che si estende anche ai laureati a tre e a cinque anni dal conseguimento del titolo.
Aumenta quindi il tasso di disoccupazione ma diminuisce contemporaneamente anche lo stipendio medio di un neo laureato.
Il guadagno ad un anno dalla fine del ciclo di studi supera complessivamente i 1.050 euro netti mensili: in termini nominali 1.057 per gli specialistici, 1.109 per il primo livello, 1.110 per gli specialistici a ciclo unico. Rispetto alla precedente rilevazione, le retribuzioni nominali risultano in calo per tutte le tipologie di lauree considerate: la contrazione oscilla dal 2% tra i laureati di primo livello, al 3% tra i colleghi a ciclo unico fino a lievitare al 5% tra quelli specialistici. Con queste premesse - osserva Almalaurea - è naturale attendersi un quadro ancor più critico se si considerano le retribuzioni reali, ovvero se si tiene conto del mutato potere d’acquisto.
I dati dovrebbero far riflettere sull’importanza, da parte del governo, di investire di più sui giovani e sul loro inserimento nel mondo del lavoro proprio in un momento come questo di congiuntura negativa.
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