Le aziende investono in formazione
Per il successo dell’azienda occorrono dipendenti che siano motivati, appassionati al loro lavoro, e formati in modo adeguato per rispondere alle esigenze della vita lavorativa dell’azienda e del mercato del lavoro. il compito della formazione è stato spesso solo demandato alle scuole e alle università. Ma da qualche anno, le aziende hanno capito il valore della formazione effettuata on the job, proprio sul dipendente, nel momento del suo ingresso lavorativo all’interno dell’azienda stessa. Difatti, in molti casi, quando si esce dalle università, non è possibile pensare che si possa avere formazione e una preparazione adeguata per ogni singolo lavoro esistente: l’università ha sempre preparato competenze generali, ed era compito dello studente specializzarsi, con corsi di perfezionamento o master.
Una stessa posizione può richiedere approcci differenti secondo il settore in cui poi si trova un lavoro, secondo il clima aziendale, secondo i modi di lavorare dell’impresa stessa, che certo non sono mai standardizzati né fissabili su un libro di testo.
La complessità del mondo del lavoro non è sempre replicabile all’università, data la mancanza di fondi sempre più pesante e i grandi numeri degli studenti. Insomma, l’università fa quel che può, ma poi al neolaureato che risponde agli annunci di lavoro si chiede un’esperienza che non ha mai maturato.
Da qui, nasce l’esigenza della formazione on the job, effettuata direttamente sul posto di lavoro, e valida per ogni singolo dipendente all’interno dell’impresa. Infatti, le competenze non sono mai fisse, stabili e standard: si chiede anche flessibilità e aggiornamento, mentale e non solo delle competenze e delle capacità. Stando ai dati diffusi da Isfol nel suo ultimo rapporto, dal 2004 è in aumento il numero dei lavoratori che viene formato dalle aziende, per un incremento del circa 10%. Oggi i lavoratori seguono programmi di aggiornamento e di formazione, per esser più redditizi sul lavoro.
L’aggiornamento è anche indispensabile per mantenere la propria occupazione, a esser più competitivi ed è indice di questa volontà. Il numero di lavoratori in formazione continua è in aumento: 42% nel 2008 contro appena il 32% nel 2004. Quello della formazione è un settore che non conosce crisi: il rapporto elaborato dall’Isfol evidenzia che il 34% delle imprese ha deciso di investire in formazione per i suoi dipendenti. Sono soprattutto le grandi imprese ad effettuare investimenti in questa direzione; a chiudere la coda, sono le imprese artigiane, probabilmente perché i mestieri artigianali si imparano veramente on the job e con pochissimi fondi a disposizione.
Una parte minore della formazione è riservata a coloro che hanno perduto il proprio impiego e utilizzano questa carta come asso nella manica per ricollocarsi nel mercato e mantenere alto il tasso di placement: si tratta di una formazione “difensiva” che è ancora una nicchia nel mare magnum della formazione. Un placement alto, infatti, rappresenta anche un elemento di attrattività per nuove risorse che si sentiranno maggiormente valorizzate.
Commenti
Lascia una risposta

