All’università si studia con l’iPod

maggio 15, 2010 · Archiviato in Università 

All'università si studia con l'iPodL’IPod non è soltanto musica portatile, tecnolgia, status symbol. Uno degli oggetti più utilizzati e amati dai giovani – e non solo da loro – di tutto il mondo è anche un utile strumento per l’apprendimento a distanza. Ormai, si stima che siano circa 12mila gli studenti che utilizzano il loro Ipod per studiare matematica, diritto, letteratura piuttosto che psicologia, le lingue, la fisica o anche biologia.

Col risultato di esser sempre preparati per le interrogazioni del giorno dopo, forse meglio dei compagni che studiano su supporti “tradizionali”. In rete sono disponibili interi corsi del tutto scaricabili proprio sull’IPod: basta un click e si aprono le porte della conoscenza.

Quest’iniziativa, in Italia, vede come antesignano l’Università degli Studi di Verona in collaborazione con Esu Ardsu e la società veronese di didattica on line Edulife, che ha reso disponibili per il download i corsi, lezioni, podcast, newsgroup che sono di aiuto alla didattica face to face. Sul sito dell’università, la sezione dedicata appositamente all’e-learning – inaugurata ormai 18 mesi fa - si chiama Avac.

Questo è un vero e proprio ambiente virtuale, dove si partecipa e si apprende in modalità collaborativa. Qui, i programmi delle lezioni possono essere approfonditi e studiati insieme con i professori e gli altri studenti. Avac è possibile scaricare i podcast per ri-ascoltare le lezioni, o i video per ri-seguirla interamente. Questa iniziativa ha un diretto impatto con l’avanzamento e l’ammodernamento del sapere e delle tecnologie: ormai gli studenti sono iperstimolati, e per venire incontro alle loro nuove e sempre cangianti esigenze si deve cercare di stare al passo con loro, offrendogli modalità di apprendimento che siano stimolanti, divertenti ed ovviamente utili. Avac va a integrare così la didattica tradizionale, ma senza mandarla in pensione. Il successo dell’iniziativa è dimostrato dai numeri: finora, sono in oltre 13mila le persone che vi hanno fatto almeno una visita, con un aumento della percentuale di studenti partecipi del 50%.

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